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ETNIA BAULE’ COSTA D’AVORIO I Baule’ ammontano attualmente a mezzo milione di individui e abitano nel cuore della Costa d'Avorio, nella savana che taglia il blocco forestale sotto il meridiano di Bouaké. La loro organizzazione sociale e le loro credenze e pratiche religiose si rivelarono in passato piuttosto complesse. Credono che esista un mondo parallelo al nostro detto " blolo " (che significa " altrove, oltre ") che sebbene invisibile, si ritiene sia abitato da esseri umani. Sia gli uomini che le donne Baule' possono avere un compagno nel mondo parallelo , anche se a volte questi possono creare dei conflitti nella coppia terrena. Allora qui' ci si rivolge allo stregone che con dei riti richiama all'ordine il coniuge del mondo parallelo per mitigare i danni alla coppia. Lavorano finemente il legno producendo figure di antenati, maschere, fuselli per tessere, gioielli raffinati. I Baule’, con le loro produzioni artistiche, costituiscono un’eccezione alle regole dell’arte africana, amano creare oggetti d’uso non solo per scopi rituali ispirandosi a figure d’uomo e di animale. Nelle loro maschere i Baule’ trasmettono una grande espressivita’, sono da considerarsi dei veri capolavori artistici dell’arte africana. Si fondono realismo e idealizzazione: esse hanno un volto fine e tranquillo, dai particolari resi con una cura straordinaria. Le superfici sono lucidate con delle foglie strofinate sul legno per dare alla maschera un aspetto caratteristico, come le scarnificazioni presenti sulla fronte e sulle tempie. Le statuette in legno levigato rappresentano personaggi dal corpo snello, generalmente in posizione eretta o seduta su di uno sgabello, con le braccia aderenti al corpo. I tratti sono fini, le acconciature eleganti; sotto le sopracciglia ben disegnate si aprono occhi a mandorla. Le scarnificazioni presenti sul volto, sul collo e sul tronco sono indicate in rilievo, una barba stilizzata prolunga il mento: tutti i dettagli sono accuratamente trattati. Le figure, in piedi o sedute su piccoli scanni, hanno un atteggiamento calmo, le mani appoggiate al corpo o al mento. I Baulé sono anche abili orafi: i loro gioielli, ispirati a motivi umani o geometrici, sono di fattura assai fine. I monili, anelli comuni o anelli da caviglia e i braccialetti, sono generalmente di rame o di bronzo; spesso, però, il materiale impiegato è l'oro, che viene lavorato col procedimento della cera perduta. I piccoli pesi usati per pesare la polvere d'oro non sono in nulla dissimili da quelli degli Ascianti. Graziose sono le coppe divinatorie, nelle quali s'introducono topi affamati che dal piano inferiore debbono salire a quello superiore, spostando certi bastoncini e dando, così, all'indovino la possibilità di leggere il responso desiderato. Per potere ottenere con la maggiore precisione possibile i più minuti particolari dell'intaglio con il coltello, il Baulé sceglie di preferenza legni duri. I lavori ultimati vengono immersi in un bagno di fango e lucidati con del succo nero, cosa che conferisce loro un caldo tono color bronzo. La brillante lucentezza di alcune figure è intensificata dalla doratura, ottenuta mediante l'applicazione di sottili lamine d'oro. I Baulé fanno proprio dell'arte per l'arte, infatti danno vita anche a oggetti che non hanno alcuna funzione pratica, ma sono creati unicamente per appagare il loro grande senso estetico. |
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