| DOGON |
|
DOGON IL POPOLO DELLE STELLE MALI Vivono nella zona settentrionale del Mali presso l'ansa del Niger nelle Falasie de Bandiagara. Sono fra i popoli piu' interessanti di tutta l'Africa occidentale.Producono maschere e statue lignee con sorprendente senso artistico. Chiamato IL POPOLO DELLE STELLE per la loro antica conoscenza della stella Sirio. Si crede avessero contatti con esseri di luce provenienti da altri mondi. I Dogon sono immigrati circa un secolo fa al centro della grande ansa del Niger e si sono insediati sui pendii dell'altopiano roccioso, che hanno sfruttato per inserirvi i loro villaggi, quasi completamente inaccessibili; vi si sale infatti mediante scale a corda. La loro arte presenta alcune fra le più interessanti produzioni di tutta la zona sudanese. In massima parte s'ispira allo stile delle popolazioni che alcuni secoli prima li hanno preceduti nella stessa zona, cioè i Tellem. Intorno ad essi le notizie sono poche; rimane la loro produzione artistica veramente singolare, la più antica scultura lignea africana, giunta fino a noi, vecchia di circa due secoli. Le sculture dei Tellem si possono ritenere senz'altro degli oggetti con funzione rituale: rappresentano infatti delle figure umane con le braccia alzate al cielo, in un cesto che sembra un'implorazione di preghiera. La stilizzazione e la trascuratezza dei particolari anatomici dà alle figure un senso di grande astrazione. Hanno atteggiamenti espressivi e pieni di movimento, spesso configurati in gesti patetici; oltre alle braccia alzate, hanno talvolta le mani portate al timpano, sembra quasi, per ascoltare meglio e la bocca aperta per gridare. La severità delle forme è ammorbidita da uno strato crostoso, composto generalmente di miglio cotto e di sangue animale, residuo di offerte sacrificali. L'arte dei Dogon è tutta d'ispirazione religiosa: le statuette antropomorfe, sono intimamente legate al culto degli antenati. Nella maggior parte dei casi tali “immagini” fungono da simbolico ricettacolo di forze sovrumane, con le quali si ritiene che gli antenati siano in relazione. È per questo che vengono conservate nei granai, vicino a vasi di varia specie e grandezza, destinati a contenere le offerte rituali. I volumi delle statue sono volutamente delimitati; le forze sono angolose, nodose e raramente interrotte da curve; il corpo e le membra sono lavorate a sfaccettatura; l'ombelico viene riprodotto a forma di piccola piramide. Spesso la testa, col suo profilo diritto che continua la crocchia dei capelli, forma un semicerchio tagliato in due alla linea del mento. Lo stesso stile si ritrova sulle porte e sulle imposte dei granai, decorate con molteplici file di personaggi allineati. Celebri sono anche le maschere dei Dogon, che vanno dalle rappresentazioni concrete, nella raffigurazione di tipi sociali, quali il vecchio, la vecchia, il cacciatore, il mago, la ragazza Fulbe o il brigante, a quella più famosa, estremamente astratta, quale la maschera "Kanaqa". Questa famosa maschera “Kanaqa” è sormontata da una specie di croce di Lorena; secondo Kjersmeier rappresenterebbe il coccodrillo mitico sul quale gli antenati avrebbero attraversato il Niger, secondo Griaule sarebbero simbolo dell'equilibrio primordiale stabilitosi fra il cielo e la terra.Oltre le sculture lignee i Dogon costruiscono anche oggetti rituali in ottone e ferro battuto che sono poi usati nel culto degli spiriti e degli eroi culturali. |
|
Ricerca Avanzata |
|
| Mostra Carrello | |
|
Il carrello è vuoto.
|
Metodi di pagamento
Paypal
Bonifico Bancario
Ricarica Postepay
Contrassegno
SPEDIZIONE GRATUITA!!!